Si chiude il progetto Ricerca la B, un percorso durato due anni che ci ha permesso di capire, con dati alla mano, quanto valore creano le cooperative sociali di tipo B nella vita delle persone e nel territorio.
Viviamo in un periodo in cui le fragilità sociali sono sempre più diffuse, il sistema di welfare è in trasformazione e le disuguaglianze sono più evidenti e, proprio in questo contesto, le cooperative di tipo B svolgono ogni giorno un ruolo fondamentale offrendo opportunità di lavoro a persone in difficoltà o situazione di fragilità e contribuendo concretamente alla costruzione di comunità più inclusive.
Ma tutto questo, troppo spesso, resta invisibile o raccontato solo in modo qualitativo. Con Ricerca la B abbiamo provato a fare un passo in più, cercando di misurarlo in modo concreto.
Nella prima fase abbiamo utilizzato il modello Valoris, che ci ha permesso di tradurre in numeri il valore economico generato. E i risultati parlano chiaro, vedi articolo qui
Poi siamo andati oltre. Con la metodologia del Social Return on Investment (SROI), abbiamo provato a dare valore anche a ciò che non si vede subito, come il benessere delle persone, l’autostima, le relazioni e il senso di appartenenza. Perché dietro ogni numero ci sono storie e cambiamenti reali. Vedi articolo qui
Un altro aspetto importante è il lavoro condiviso delle cooperative coinvolte: Saltatempo (capofila), Biricca, Ecole, Il Ponte, Cabiria, EMC2, Sirio, Di Mano in Mano e La Bula, che hanno lavorato fianco a fianco, condividendo dati, strumenti e idee. A rendere possibile tutto questo ha contribuito anche una figura dedicata al coordinamento, che ha supportato il gruppo nel tenere insieme le diverse attività e nella raccolta dei dati.
Guardando il quadro complessivo, l’impatto è stato significativo su più livelli:
- · sociale, con più benessere, più autonomia e maggiore inclusione
- · economico, con una riduzione dei costi assistenziali e più risorse generate
- · territoriale, grazie a reti più forti tra cooperative, enti pubblici e comunità
- · istituzionale, con una collaborazione più stretta tra pubblico e privato
In altre parole, non si tratta solo di un progetto, ma di un esempio concreto di welfare che funziona davvero, capace di generare benefici reali per le persone e per il territorio.
Durante il percorso abbiamo anche cercato di condividere il lavoro fatto, organizzando tre incontri pubblici: due all’Università di Parma (nel 2024 e nel 2026) e uno, più aperto e informale, a Oltre Lab, nel cuore della città, il 13 giugno 2026. Proprio in quell’occasione è stato presentato il catalogo finale della ricerca, offrendo un’opportunità concreta per restituire alle persone tutto il lavoro svolto.
Ricerca la B mostra come le cooperative sociali di tipo B sono veri motori di inclusione, sviluppo e costruzione di comunità, capaci di generare un valore economico, sociale e umano che può essere misurato, raccontato e fatto crescere nel tempo.
Il risultato più importante è aver dimostrato che la valutazione dell’impatto non è qualcosa di teorico, ma uno strumento concreto per migliorare il presente e guardare al futuro.
Il progetto ha ottenuto il finanziamento di Fondazione Cariparma nel 2024 attraverso il bando Generare Conoscenza per crescere insieme. Le ricerche, coordinate dal Prof. Luca Fornaciari (Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Parma), hanno visto la collaborazione attiva dell'Ateneo e il sostegno del Comune di Parma, con il coinvolgimento degli Assessorati allo Sport e alla Sostenibilità Ambientale, Energetica ed alla Mobilità.
