Le cooperative sociali di tipo B, da sempre impegnate nell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, stanno svolgendo oggi più che mai un ruolo cruciale nella società.
Ma come misurare concretamente il loro impatto sociale ed economico sul territorio?
È questa la domanda a cui vuole rispondere il progetto “Ricerca la B” nato a Parma in collaborazione con l’Università di Parma e sviluppato da un gruppo di cooperative sociali di tipo B, con capofila Saltatempo, che hanno formato un gruppo di lavoro con l’obiettivo di misurare scientificamente l’impatto sociale ed economico dei propri servizi di custodia, gestione e pulizia delle palestre del Comune di Parma.
Il progetto è nato nel 2024 con uno studio pilota affidato alla Dott.ssa Dina Lucia Todaro della facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano. Con la sovrintendenza dell’Università di Parma, è stato redatto uno studio utilizzando il modello Valoris: un metodo che misura il risparmio economico ottenuto grazie all’assunzione di personale svantaggiato.
Grazie ad un approccio scientifico e oggettivo, è stato messo in luce il valore aggiunto apportato dalle cooperative sociali di tipo B sia sul piano sociale che economico.
- Dal punto di vista sociale, è stato registrato l'aumento dell'occupazione tra le persone svantaggiate e il miglioramento del loro benessere e della loro integrazione sociale. Inoltre, aumenta il senso di comunità e solidarietà tra i soci e dipendenti.
- Dal punto di vista economico, sono stati messi in luce i costi e i relativi risparmi del Comune di Parma. Oltre ai benefici sociali, dunque, l'affidamento del servizio ad una cooperativa sociale di tipo B risulta essere anche una scelta economicamente vantaggiosa.
- Un aspetto cruciale nella valutazione dell'impatto sociale è il ruolo dei partenariati, che favoriscono lo scambio di risorse, conoscenze e competenze, creando sinergie che amplificano l'impatto positivo dell'iniziativa. Il loro successo dipende, in questo caso, dalla collaborazione tra il Comune e le Cooperative sociali.
Nell’arco temporale di riferimento per la ricerca, settembre 2022 - ottobre 2023, il totale dei benefici apportati per la PA, in termini di risparmio generato, sfiora i 243mila euro per un totale di 43 persone svantaggiate assunte, che hanno riscontrato un miglioramento della qualità della vita e una maggiore integrazione nel tessuto sociale. Le cooperative di tipo B rappresentano quindi un vero e proprio modello di successo per l'inclusione sociale e l'innovazione economica.
Il 27 giugno è stata presentata all’Università di Parma la ricerca “Valutazione dell’impatto sociale delle cooperative sociali di tipo B”, a cura di Luca Fornaciari del Dipartimento Scienze Economiche e Aziendali dell’Ateneo di Parma e di Dina Lucia Todaro, Facoltà di Economia, Università Cattolica.
Il report integrale della ricerca è disponibile qui.
L’obiettivo futuro sarà estendere la ricerca anche nel 2025, attraverso l’applicazione di un ulteriore metodo c.d. SROI (Social Return On Investment): uno strumento innovativo per misurare l'impatto sociale di progetti, programmi e iniziative che permetterà di quantificare il valore sociale generato da un investimento, andando oltre il semplice ritorno economico.
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L’indagine è stata promossa dal progetto ATI costituito dalle cooperative sociali Saltatempo, Emc2, Biricc@, Cabiria e Consorzio Solidarietà Sociale, che hanno in affidamento la gestione dei servizi connessi allo sport in impianti e palestre del territorio, con la collaborazione fattiva delle associazioni di riferimento Legacoop Emilia Ovest e Confcooperative Parma.
